Mentre il penalista, l’amministrativista, il tributarista e come loro tanti altri si occupano prevalentemente di un settore specifico, il civilista si occupa della vita e degli interessi delle persone dalla nascita e sino alla loro morte, passando attraverso l’intero ventaglio delle esperienze umane, come ad esempio, l’adozione di un figlio, l’acquisto di una casa, il pagamento di un debito, l’apertura di un testamento, il risarcimento dei danni per un incidente stradale o per malasanità, la richiesta di un mutuo in banca, il pagamento dell’affitto, ecc…
Insomma, il Diritto Civile regola ogni momento della tua vita (anche quando bevi un caffè al bar costituisci di fatto un rapporto giuridico disciplinato dal Diritto Civile…).
Ovviamente, quando il caso lo richiede, siamo noi civilisti a chiedere immediatamente il coinvolgimento di uno specialista (il “primo violino”), ma la cosa importante è che, qualunque sia l’intervento specialistico richiesto, il suo apporto dovrà inserirsi in una considerazione complessiva della situazione, per gestire la quale, e qui sta il ruolo del civilista, occorre un vero e proprio “direttore d’orchestra” capace quindi di “concertare” efficacemente le competenze di tutti gli operatori nell’interesse finale del cliente.
Infine, esercitare da sempre la professione a Roma ci ha dato e continua a darci la possibilità di fare esperienze professionali di ogni tipo e questa sperimentazione costante si traduce inevitabilmente in un importante vantaggio per i clienti che, all’occorrenza, saranno sostenuti da professionisti consapevoli della ineluttabile complessità delle vicende umane.
Che significa essere un avvocato cassazionista?
Sicuramente qualcuno di voi si è sentito dire che, se ha perso la causa, la colpa è stata del giudice perché, purtroppo, è caduto in errore o è rimasto vittima di una svista.
Tranquilli, niente è perduto:
esiste il giudice dei giudici!
Questo giudice speciale si trova solo a Roma, si chiama Corte di Cassazione e si esprime solamente sui profili di legittimità della sentenza, senza poter giudicare sul merito (ossia sui fatti) della controversia.
Ed è proprio in questo particolare tipo di compito (il controllo di legittimità) che consiste la verifica della corretta applicazione della legge da parte del giudice precedente (del merito).
Davanti alla Corte Suprema l’avvocato è chiamato ad un impegno molto diverso dal solito perché deve dimostrare una non comune capacità di astrazione concettuale caratterizzata da un ineludibile approfondimento logico deduttivo dei principi del diritto.
È per questa particolare competenza che, per presentare i ricorsi avanti la Corte Suprema, ci si deve rivolgere ad avvocati cd. “cassazionisti” (iscritti nell’albo speciale) che abbiamo effettivamente maturato esperienza difensiva in sede di legittimità.
Purtroppo, su circa 110.000 ricorsi pendenti in Cassazione nel 2022, uno su quattro è stato dichiarato inammissibile (v. CASSAZIONE CIVILE – ANNUARIO STATISTICO 2021) che, nel linguaggio giuridico, significa che il ricorso è stato scritto male dal difensore o comunque non si poteva presentare.
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